MAURICE LEMAITRE A GENOVA



Lemaitre: «Nuove rivoluzioni creative all'orizzonte»
E a Genova il museo di Villa Croce, l'Archivio Caterina Gualco e Joyce & Co.
dedicano una rassegna ad uno dei maestri del Lettrismo



Esponente di primo piano del movimento lettrista, che più di ogni altro ha contribuito a propagandare nel mondo, storico protagonista del cinema sperimentale, Maurice Lemaitre arriva a Genova per presentare i suoi film. E' reduce da un lungo viaggio in Giappone ospite di un gruppo di giovani cineasti che ha voluto rendere omaggio al maestro francese curando una versione in lingua locale della sua opera cinematografica. Nonostante i problemi di salute, ha voluto onorare anche quest'impegno con il Museo di Villa Croce e la Galleria Libreria Joyce & Co., dove stasera si inaugura una sua mostra di fotografia, perché, dice, "la creazione e la conoscenza non si possono fermare".
Nel discorso con cui ha introdotto la proiezione dei suoi lavori, anziché diffondersi sulla propria poetica e sulle innovazioni attuate nell'ambito cinematografico, a partire da Le Film est déjà commencé, il suo primo capolavoro, realizzato nel 1951, Lemaitre ha tenuto a ribadire il valore centrale della creazione e dell'incontro fra i creatori come opportunità per far progredire la cultura e la società.
«Il Lettrismo, a differenza di altri movimenti di avanguardia come Dada e il Surrealismo - ha affermato - non vuole la tabula rasa, non disconosce i contributi precedenti, ma al contrario parte proprio dall'analisi delle esperienze anteriori per proporre qualcosa di nuovo. La prima scoperta è stata quella della "lettera" che proponeva un materiale nuovo, lirico, musicale e grafico ad un tempo. Ma il movimento lettrista non si è fermato a questo, non si è recluso nel piccolo spazio che si era ritagliato, polemizzando con i poeti della Resistenza come Aragon ed Eluard, o con esponenti delle prime avanguardie, come Tristan Tzara, che diceva di non credere a quella che chiamava la poesia astratta. Ha continuato ad analizzare, anche i suoi stessi risultati, ed a cercare nuovi spazi confrontandosi con nuovi materiali, con nuovi supporti, dischiudendo nuove dimensioni dell'opera come quella "supertemporale", aperta nel tempo ad interventi diversi o quella immaginaria».
Ed è a una sorta di eccesso di creatività che l'artista francese - che, com'è noto, si è cimentato con tutte o quasi le discipline esistenti, dalla poesia al teatro, dalla pittura alla danza - attribuisce le difficoltà riscontrate nel riconoscimento dell'importanza del Lettrismo da parte del circuito commerciale dell'arte e del grande pubblico.
«Questo continuo sforzo di realizzare sempre opere nuove non solo fisicamente ma concettualmente, ha certamente spiazzato chi preferisce le certezze acquisite. E sicuramente il silenzio dei media ha pesato molto. Ma noi non eravamo amanti della mondanità. Eravamo in un certo senso dei folli, dei fanatici della creazione».
Oggi è soprattutto nei giovani che Lemaitre confida. «Hanno possibilità incredibili, che a noi sono mancate. Lavoravamo con una strumentazione minimale, con un'applicazione incredibile, che oggi le nuove tecnologie rendono più agevole. Da molti anni sento artisti che si lamentano dicendo: tutto è già stato fatto. Ma ho sempre creduto che non sia così perché l'uomo non può arrestarsi nella ricerca della felicità. E poi i cambiamenti ci sono. Per rendersene conto è sufficiente pensare ad Internet che ha mutato tutto il quadro della comunicazione. Nuove rivoluzioni verranno, rivoluzioni creative, intendo. Basta mantenere la passione della ricerca, il coraggio di creare».


SANDRO RICALDONE
10/01/2003



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